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La Filosofia

La cultura occidentale ci porta spesso a pensare allo Yoga come a una pratica esclusivamente meditativa, tralasciando o trascurando il fondamentale lavoro fisico che accompagna la cura della mente.

Ci si immagina seduti in Loto, magari recitando Mantra, a meditare. Ma attenzione: sganciarsi completamente dal mondo fisico e innalzarsi a stadi alti di sospensione dalla realtà è l’ultimo, e più regale, livello di pratica, non certo il primo al quale avvicinarsi.

Per condurre la nostra mente a meditare a questi livelli dobbiamo prima guarire il contenitore corpo, farlo stare bene, altrimenti ci indurrà in distrazione. Dobbiamo insegnare quindi alla nostra mente a meditare prima su oggetti come materia e respiro. Semplicemente, non si può pensare di affrontare una equazione algebrica senza conoscere l’aritmetica!

È stato stupefacente constatare su me stessa quanto negli anni questa pratica abbia plasmato il mio corpo.
So che la strada da percorrere è lunga e non ha una fine, ma la vera esperienza è il viaggio!

Il lavoro che propongo suggerisce quindi di meditare con il corpo attraverso la pratica della percezione sottile del respiro e degli strati più profondi della materia corporea che si frappone tra la nostra mente e il mondo esterno.

Solo attraverso la conoscenza profonda di come siamo fatti possiamo aspirare in seguito a un lavoro puramente mentale.

Il respiro diverrà il veicolo potente della nostra consapevolezza e nutrirà la pratica in Asana (posture, posizioni), trasformando il nostro corpo nell’oggetto delle nostre meditazioni.